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QUALE

By Andrea | Novembre 16, 2008

Il Senatore della Repubblica Mauro Ceruti, filosofo e docente presso l’Università di Bergamo, apre il confronto proponendo un’analisi della società e dell’università dal punto di vista filosofico e politico. Il processo di separazione tra scienza e tecnologia, l’accelerazione del tempo e del sapere, hanno comportato delle conseguenza determinanti per la società del XXI secolo: questi sostanzialmente i punti salienti delle sue premesse filosofiche e sociologiche. E’ la società che si deve adattare all’Università o l’Università deve adattarsi alla società? Questa la domanda che propone a conclusione del suo intervento, questa la domanda che ci accompagnerà per tutto il dibattito.Dal primo giro di interventi si definisce abbastanza chiaramente la diversa risposta degli interlocutori. Per Andrea Riello, Presidente di Confindustria Veneto e Sergio Trevisanato, Presidente ISFOL Italia, la sensazione è che l’Università sia in ritardo o comunque in deficit rispetto alle esigenza del mondo del lavoro, dell’impresa, e di tutta la società in generale. I “Baroni”, li definisce Andrea Riello, costringono l’Università in una posizione di arretratezza e inefficienza, governata da sistemi di intoccabili e dannosi privilegi, auto-referenziazioni, poco funzionali ai bisogni della società. La rappresentazione di un’Università malata è inoltre comprovata dai dati esposti in lettura da Sergio Trevisanato. La sua interpretazione dei dati sembra dimostrare una evidente inefficienza nonché uno spreco eccessivo di denari e investimenti in tutto il panorama universitario italiano. Le conclusioni sono profondamente critiche nei confronti di tutto il sistema universitario. Alcuni interventi flash del professor Margiotta invitano comunque ad una riflessione più attenta della questione.Il confronto, grazie all’intervento dell’Assessora del Comune di Venezia Anna Maria Miraglia, ci da l’opportunità di contestualizzare il tutto in ambito territoriale, in una visione del problema sia nel  contesto veneziano sia regionale. Con l’Assessora Miraglia, (che tra l’ altro ci tiene a precisare di aver cambiato il nome dell’assessorato alla Pubblica Istruzione in “Assessorato alle Politiche Educative” evidenziando pertanto il ruolo dell’educazione), entriamo anche brevemente nel merito del contesto politico nazionale e precisamente nella valutazione delle riforme attualmente in discussione in parlamento.Le riforme e in particolar modo le leggi, sembrano essere l’obbiettivo, la causa o comunque uno degli aspetti decisivi che il professor Luigi Ruggiu Direttore del Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell’ Univesità Ca’ Foscari di Venezia, pone al centro del dibattito. L’attività dei docenti e degli amministratori delle università è vincolata dal rispetto di norme e regolamenti che ne condizionano profondamente l’operato. L’operato del parlamento incide indiscutibilmente e pertanto responsabilizza i politici, sulle problematiche dell’Università Italiana. Carmelo Majorana, Direttore SSIS Veneto, Università di Padova, e Filippo Maria Carinci, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’Foscari di Venezia, pongono la questione della assoluta necessità di valorizzare al meglio il ruolo degli studenti nei processi di sviluppo delle Università. I temi della ricerca, il ruolo della conoscenza e del sapere, le dinamiche di sviluppo della società moderna animano il dibattito. Alla Fine del primo giro di interventi, il Professor Paolo Bettiolo, Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Padova, evidenzia il notevole spessore e la qualità dei contributi che lo hanno preceduto, ma che allo stesso tempo hanno lasciato aperti innumerevoli forse troppi spunti alla discussione, ciascuno dei quali meriterebbe uno specifico approfondimento.

E’ il momento delle domande degli studenti e degli interventi del pubblico presente. Gli organizzatori del Caffè Pedagogico con alcune domande ricompongono per quanto possibile il filo del discorso.

Interessanti si dimostrano alcuni interventi di professori universitari e altri rappresentanti della società civile presenti in sala in particolar modo sul tema della ricerca scientifica e del ruolo del ricercatore in generale, sulla libertà di ricerca, l’autonomia dei ricercatori e del mondo universitario. La seconda parte del confronto si sviluppa più velocemente per questioni di tempo. Il professor Umberto Margiotta e la professoressa Ivana Padoan, riassumono le questioni e propongono alcuni inviti alla riflessione. Il disaccordo tra i diversi relatori è piuttosto evidente; le posizioni esplicitate notevolmente distanti. Sembra delinearsi una corrente più attenta al punto di vista della società civile; Riello e Trevisanato mettono in discussione con sempre più convinzione l’attuale sistema universitario e le loro componenti: professori, Presidi, metodi di studio…; d’altra parte una corrente più riflessiva sulle responsabilità del sistema Universitario, definisce alcune critiche e denunce, viziate da una diffusa superficialità e incompetenza nell’analisi delle problematiche, dal senso comune, presente nella società civile in generale e in alcuni casi nella classe politica e dirigente del nostro paese.A questo punto la velocità del tempo, dalla quale all’inizio il senatore Ceruti ci aveva messo in guardia, ha cominciato, come da lui previsto, ad accelerare, sempre di più. E’ così che alle 19:30 entrava un’ altro protagonista, inatteso, del mondo Universitario: l’addetta alla chiusura della sala. La minaccia delle luci che si sarebbero spente e il rumore delle tapparelle che si abbassavano, riportavano alla realtà il dibattito sul mondo universitario. Professori, presidi, studenti e il resto della società civile si adeguavano alle indicazioni dell’addetta alla chiusura della sala e diligentemente sospendevano l’attività universitaria per darsi appuntamento al successivo incontro del caffè pedagogico. 

 

    

Topics: L'angolo del caffè |

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